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Di Arcosanti se ne parla da molti anni. Io vorrei aggiungere alle parole degli scatti fatti durante un soggiorno di tre mesi come volontario, da architetto non amante del calcestruzzo, del quale, ho scoperto con meraviglia, ad Arcosanti se ne fa un uso creativo. L'idea di Arcosanti è oggi pressante esigenza: una città fatta per l'uomo e non per le automobili, in cui il controllo e la progettazione di tutti gli aspetti siano accurati e sentiti, non affidati al caso, al pressapochismo, a manovre speculative. Città in cui le persone sono estranei in una folla anonima vaganti, nel migliore dei casi, tra lucidi edifici-monumento retorici ed autoreferenziali, tagliati fuori dalla dolcezza della natura e costretti a respirare gas di scarico non sono un buon terreno di coltura per le più nobili facoltà dell'uomo. Arcosanti non è posto per malinconie o sterili lamentele e manie di negazione, il luogo è un laboratorio urbano aperto al mondo proiettato verso il futuro dove le contraddizioni, gli interrogativi e gli stimoli non finiscono mai, affettuosamente lo definisco il luogo "sghembo" per eccellenza. |